mercoledì 13 febbraio 2013

Carnevale alla "MASSERIA VENDITTI"

Sott' all'acqua e sott o vient, Sott a noc' e Benevient...
 

 Martedi 12 Febbraio..."Martedì Grasso" e noi del DiwineFood si è partiti alla volta di Castelvenere, nella zona vinicola del Sannio in provincia di Benevento presso la  MASSERIA VENDITTI per una visita alle loro cantine. Ad accoglierci troviamo il proprietario, Nicola Venditti che dalle presentazioni sotto il portico ci accompagna all'interno della sua azienda dove inizieremo con un'introduzione a quella che è la storia di questa azienda, indissolubilmente legata alle radici famigliari e del luogo

 
 
Nicola Venditti tramite le sue conoscenze, cultura e passione ci racconta non solo di un'azienda a carattere famigliare che produce ottimi vini e ha fatto del biologico la loro linea conduttrice, ma di un territorio e la sua storia, storia dalle radici profonde come i vitigni autoctoni di questa parte della campania che danno il nome a vini di fama internazionale. Con orgoglio ci viene raccontato del "Barbetta" un vitigno autoctono della tenuta Venditti che prende il nome proprio da uno zio del signor Nicola, "o zì Barbett" così chiamato per il pizzetto che portava e che venne censito negli anni 30 durante l'epidemia di filossera che colpi queste zone, ad opera delle così dette "cattedre ambulanti"

che individuarono in questo vitigno, un esemplare resistente alla malattia. Notevole è la passine di questa famiglia , che ha saputo creare un "vigneto didattico" un piccolo museo della biodiversità dove ogni filare è dedicato ad un singolo vitigno e dove abbiamo potuto sperimentare la legatura delle viti appena potate



 
 
La nostra visita prosegue con la visita alle cantine e la degustazione di piatti locali e specialità come "La scarpella" piatto di carnevale tipico di Castelvenere preparato per noi da Donna Lorenza, la moglie del signor Nicola, che assieme ai figli Andrea e Serena si sono presi cura di noi
 




la "Scarpella"
"è pallutell e i fessetell" con scarola


"uccill"
Coccolati dalla cucina di Lorenza e l'accoglienza di un'intera famiglia, abbiamo trascorso in piacevole compagnia questo carnevale, che ci ha visto godere di buon cido e buon vino nella sala del torchio, dove la fà da padrone un torchio del 1515 che appartiene alla famiglia "il torchio di Plinio". Durante la degustazione e il pranzo ci hanno riscaldato 4 vini straordinari, la grappa prodotta dai vinacci del Barbetta, l'Olio extra vergine d'oliva prodotto da specie autoctone: la Raccioppella e la Femminella e il mosto cotto "DEFRUTUM" che ha accompagnato un fresco dessert a base di ricotta
VANDARI Falanghina (che prende il nome dall'antico contado che ha dato origine a Castelvenere)
BACALAT DOC bianco(da 3 vitigni: falanghina, greco, cerretto)
BARBETTA Barbera rosso (dal nome dell'antenato di Venditti)
BOSCO CALDAIA  rosso (dal nome della località dove ora ci sono i vigneti e che un tempo era un bosco che dava legna e che nel 900 fu diviso in porzioni di 31Are e dato in consegna alle famiglie della zona)
GRAPPA di BARBETTA
 


 

 
Un GRAZIE davvero speciale a Nicola Venditti alla signora Lorenza che oltre essere una cuoca meritevole è anche un'artista le cui opere hanno ispirato l'etichetta dei vini della loro azienda...e ad Andrea e Serena che ci hanno servito e fatti sentire a casa, una casa dove le radici sono importanti e l'individualità dei singoli valorizzata.
 
La visita del nostro gruppo è poi proseguita a S.Agata dei Goti a pochi km da Castelvenere, borgo che sorge su di una propagine tufacea tra il Martorano e il Riello  due fiumi che attraverso l'acquedotto "carolino" progettato dal Vanvitelli,  alimentavano le fontane della reggia di Caserta, che si estende alla falde del monte Taburno che ieri ci ha accolto con la sua veste innevata
 


 



 
 
Grazie anche a chi, con i suoi suggerimenti e professionalità, ci ha messo in contatto con questa bella realtà TheWineBus .
 Dal DiwineFood  è tutto, alla prossima avventura !!! 
 
 






domenica 15 luglio 2012

A casa "Wanda" l'orto è in tavola...


Nell'ambito della settimana dell'ambiente e nell'accogliente cornice di "Casa Wanda" si è svolto l'evento organizzato dalla nostra associazione "A vie de case longhe"che ha promosso la passeggiata nel quartiere Liparlati alla scoperta di palazzi settecenteschi e dei sapori della nostra terra con "L'orto in tavola"...

Ma partiamo dal principio, la nostra passeggiata ha inizio alle 9e30 con i nostri ospiti e i bambini (che si sono occupati della distribuzione di piantine presso le abitazioni e le signore del quartiere),alla scoperta della "Via de case longhe" così chiamata, per la presenza di palazzi costruiti nello stesso periodo (1700) dallo stesso architetto; con una struttura comune che prevedeva un cortile, uno scalone centrale e le stanze tutte con vista mare. Iniziamo la visita ad uno dei palazzi settecenteschi più antichi "Palazzo Crocione" la cui costruzione risale al 1768 come riporta lo stemma gentilizio posto centralmente sul portale in pietra, appartenuto ad una delle famiglie marittime dell'epoca, costruttori di navi molto ricchi , che qui costruirono le loro ricche abitazioni, su quella che veniva definita la collina d'oro...



Qui troviamo affreschi, stucchi e porte decorate in ambienti dalle mura alte ed archi, il tutto a simboleggiare il lavoro dei proprietari e i loro scambi commerciali con la Spagna , come si può notare dallo stucco con la capasanta simbolo di S.Giacomo al quale è dedicata la chiesa del quartiere. Gli infissi sono in castagno, le porte ben conservate, riportano il gusto dell'epoca, mentre negli affreschi si snodano prospettive di piazze e palazzi, dipinte come su cartigli srotolati da angeli e animali marini


La nostra passeggiata proseguirà verso il cimitero monumentale di positano, dove la nostra guida Lucia Ferrara  , cede il posto allo storico Romolo Ercolino, che ci parlerà degli illustri personaggi che negli anni fra le due guerre, hanno vissuto da rifugiati a Positano, hanno contribuito alla vita e alla cultura del paese, ed oggi sono sepolti nel nostro cimitero... Tra loro ricordiamo:   Jill Hauser (esponente della  Bauhaus) . Teodore Massine (padre di Leonide Massine ballerino), Kurt Kramer (pittore),  Michele Semenoff ed Essad Bey (scrittori)



Dopo questa incursione nella storia... eccoci ospiti nel giardino di casa Wanda, dove ad accoglierci, oltre alla padrona di casa e la socia fondatrice della nostra associazione, c'è un brunch a base di piatti tipici fatti con le verdure dei nostri orti e preparati dai membri e dalle signore del quartiere Liparlati
 a cui facciamo i nostri ringraziamenti, per l'adesione e l'entusiasmo dimostrato per la nostra iniziativa e per la bella giornata trascorsa in compagnia 



E per ultimo ma non certo per importanza, un grazie speciale aTerredora  e al  The Wine Bus che hanno sponsorizzato la nostra iniziativa con i vini (Fiano e Greco di Tufo) della loro Irpinia ..


e alla rappresentanza comunale che ha brindato con noi



Dal Diwine Food Buona estate e alla prossima... Salute !

domenica 8 aprile 2012

Il casatiello

Nella versione dolce o salato, fa da protagonista sulle nostre tavole la domenica di Pasqua ed il giorno dopo all'aria aperta. Il casatiello salato, abbinato alla minestra maritata o agli affettati, come vuole la tradizione napoletana, è di facile preparazione. Ed eccovi qui gli ingredienti:
Farina 500 gr.
Lievito birra gr.40
sugna o olio gr.100
formaggio pecorino gr. 150
pancetta a dadini gr. 200
sale q.b.
pepe q.b.
uova per guarnire

Stemperare il lievito in un pò d'acqua, aggiungere 6 cucchiai di farina, impastate e fate in panetto che lascerete lievitare coperto ed in luogo tiepido. Disponete il resto della farina a fontana. Al centro sistematevi il panetto quindi aggiungete gli altri ingredienti. Lavorate la pasta ben ben per circa 20 minuti.Mettete da parte un pezzetto di impasto che vi servirà per fissare le uova sul casatiello.

 Mettete la pasta in uno stampo col buco ed un pò di sugna. Copritelo con un panno di lana e fatelo lievitare.

Quando il casatiello sarà ben cresciuto infornate a forno già tiepido e lasciatelo cuocere per circa 30 minuti.

Durante la cottura la vostra casa si inebrierà di profumi del cacio e del pepe.


Buona Pasqua a tutti






giovedì 23 febbraio 2012

Nelle terre del Taurasi...

La  nostra associazione è partita alla volta delle terre del Taurasi, per una passeggiata tra i vigneti e le tradizioni vinicole dell'Irpinia, provincia di Avellino... Accompagnati dal sole, che ci ha seguito da una provincia all'altra, abbiamo attraversato il territorio irpino tra il bianco della neve e lo spettacolo delle colline coltivate a vigneti e ulivi, sbarcando finalmente, in località"Contrada Sala" dove sorge l'Azienda Agricola Antonio Caggiano con le omonime e rinomate "Cantine Caggiano". Ad accoglierci e a guidarci nel nostro tour Enogastronomico, non una ma ben tre guide d'eccezione, il proprietario delle cantine il signor Antonio, il figlio architetto, (che hanno ideato e ristrutturato le cantine) e Gaetano Petrillo del "The wine Bus" ambasciatore e guida della sua terra e delle sue tradizioni.

Ma passiamo ad alcuni cenni storici che riguardano i nostri ospiti e il loro splendido vino... le cantine Caggiano, nascono nel 1990 da un'idea di Antonio Caggiano, con l'intento di ritrovare i sapori e i profumi del vino del Taurasi e per creare un piccolo museo della vita contadina

Qui in un percorso che procede verso il basso, tra pareti di pietra e soffitti a volta, nasce e matura il vino prodotto con uve Aglianico di Taurasi, tre DOCG di eccellenza , di cui fanno parte  ....
il Fiano, il Greco di Tufo e il nostro Taurasi , uve prodotte in un territorio di 30 ettari diviso in 5 zone differenti.  Tali  DOCG vengono prodotte in 17 comuni avellinesi che costituiscono la zona del Taurasi. Per definirsi davvero un "taurasi" il vino deve invecchiare 3 anni, 2 dei quali passati in Barrique (botti di legno di rovere che vengono cambiate ogni 4 anni) ed uno in bottiglia, il suo colore deve essere rubino con venature granata-arancione ed al palato deve avvertirsi quel retrogusto vanigliato ed aromatico dato dall'invecchiamento in barrique.



A testimonianza dell'amore per la sua terra , le sua storia e del suo senso estetico, nelle cantine Caggiano, troviamo antiche fontane di pietra lavorate e scene che rappresentano la vendemmia .... particolari d'effetto sono i lampadari ricavati dai vecchi cerchi e doghe delle botti, così come il corrimano e le sedie che utilizzano il fondo delle vecchie barrique, da 125lt, come sedile                     Durante il percorso si snoda un piccolo museo della vita contadina dove si possono vedere i vecchi "ferri del mestiere" di vendemmiatore... e così tra imbuti , botti, pompe per il  verderame e macchinari per tappare le bottiglie, arriviamo alla degustazione del vino "Fiagrè


Per poi proseguire il nostro tour nell'agriturismo delle cantine Caggiano , dove siamo stati deliziati da un pranzo ed un'atmosfera impeccabile con panorama mozzafiato sulle colline innevate
Lasciate le cantine Caggiano , abbiamo proseguito il nostro itinerario culturale , con una visita al "palazzo Marchionale" sede dell'enoteca regionale, una volta dimora di "Carlo Gesualdo" signore di quelle terre , musicista e compositore talentuoso, autore di madrigali, presso la cui corte furono ospiti numerosi artisti e poeti , tra cui Torquato Tasso, e le cui vicende personali danno al palazzo un alone di mistero.

Qui nelle vecchie scuderie è stato allestito un percorso sensoriale dedicato ai tre vini DOCG della zona del taurasi, e nelle sale superiore fanno bella mostra di sè mobili d'epoca, la cappella privata, quadri contemporanei ed una scala elicoidale dalla quale si ha accesso al tetto, con vista del borgo
La passione e la preparazione di chi ci ha accompagnato in questo nostro piccolo tour ci hanno aperto una finestra sul mondo del vino, fatta di amore per la tradizione e per il territorio, una passione famigliare e sanguigna di chi vive in queste terre e le coltiva con tenacia
Così si è conclusa un'altra avventura del DiwineFood, con la piacevole ebrezza del ritorno e del vino .... e ricordate che:
 "la vita è troppo breve per sprecarla bevendo pessimo vino"
 CIAO CIAO